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martedì 2 novembre 2010

Pittule Leccesi

Oggi vi presento una tipica ricetta Salentina del periodo che va da S.Martino all'Epifania. Io le ho appena preparate per la cena di questa sera.. Io ne ho impastate un pò di più perchè le ho divise con mia suocera, però vi posto la ricetta per 500g di farina, poi aumenterete voi le dosi degli altri ingredienti in proporzione con la farina.

Ingredienti:
500g di farina
400g di acqua
1 bustina di lievito in polvere o 1cubetto di lievito di birra
sale q.b. e 1 cucchiaino di zucchero

Preparazione:
Io le ho impastate con il bimby , ho inserito tutti gli ingredienti nel boccale, 1min vel.6, poi 2min vel. spiga. Una volta impastate le ho versate in una coppetta, foderata con pellicola e le ho messe in forno ( spento ovviamente :) ) a lievitare almeno per 2 ore.

Per chi volesse impastarle a mano non deve fare altro che mettere la farina in una coppa, sciogliere il lievito in un pò d'acqua leggermente calda, versare il lievito nella farina e la restante acqua, salare e impastare.
impasto lievitato
impasto da lievitare
Una volta lievitate, far scaldare bene l'olio e aiutandosi con un cucchiaio formare delle palline e buttarle nell'olio bollente. Ci sono vari modi di farcirle, io avevo un pò di cavolo lesso avanzato e ne ho fatte metà vuote e a metà impasto ho aggiunto il cavolo, ma si possono fare anche con pomodoro e olive, salame, baccalà, rape, con i capperi.....insomma ci si può sbizzarrire a secondo dei gusti...





pronte da mangiare


La Storia
Le pettole (pettuli nel Brindisino e nel Tarantino, pittule nel Leccese, pettule nel Potentino) sono pallottole di pasta lievitata molto morbida fritte nell'olio bollente, tipiche delle regioni Puglia e Basilicata.
Nell'area di Taranto (in cui la tradizione della pettola è ancora molto sentita) si preparano nel giorno in cui si festeggia Santa Cecilia, il 22 novembre, e a seguire durante le festività natalizie. A Brindisi, tradizione vuole che le pettole vengano preparate il 7 dicembre, ovvero il giorno della vigilia dell'Immacolata Concezione, per poi essere riproposte nel periodo natalizio. In molte altre località, la data di inizio della preparazione delle pettole è invece la festa dell'Immacolata Concezione, l'8 dicembre, infatti nel Salento tarantino e precisamente a Lizzano, c'è un proverbio che dice: Ti la Mmaculata la prima ffrizzulata, ti la Cannilora l'ultima frizzola, cioè: Nel giorno dell'Immacolata, la prima preparazione di pettole, nel giorno della Candelora, l'ultima. In alcuni comuni del sud-est barese, come Rutigliano è consuetudine prepararle il giorno di Santa Caterina, il 23 novembre. Si usa ancora prepararle recitando preghiere.
Possono essere rustiche o dolci, semplici o ripiene, e spesso vengono usate in sostituzione del pane, oppure come antipasto. In tutte le varianti, si realizzano utilizzando farina, patata, lievito di birra, acqua e sale, ma ne esiste anche una versione più semplice che non prevede l'utilizzo della patata. La forma può essere quella della "pallottola" oppure di una ciambella, come è tradizione a Ferrandina, Bernalda, Salandra e Pomarico (MT).
La ricetta tipica usata a Taranto è quella che le vede cosparse di zucchero, ma anche di sale. In altre zone della Regione è possibile degustarle ricoperte di vincotto o miele, ma volendo si possono riempire con piccoli pezzi di baccalà lessato o di alice salata, oppure con un broccoletto di cavolo cotto a metà.

2 commenti:

  1. Sì, sì, le conosco benissimo!!
    (Sono originaria di Taranto ^-^)
    Quanto sono buone!
    Ho preparato il vin cotto proprio per poterle inzuppare. Penso di farle per la vigilia dell'Immacolata.
    Ciao!

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  2. io invece ques'anno ho iniziato in anticipo, le ho fatte l'altra sera...io sono originaria di Lecce ma vivo in Toscana :)

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